• Gemme

Capitolo 1 – I cristalli e le rocce

Capitolo 1 – Paragrafo 1: I Cristalli

Iniziamo la nostra guida con il primo capitolo che spiega come si formano i cristalli, come e da dove si estraggono, che differenza c’è tra un cristallo e una gemma, l’arte di modellare il cristallo attraverso il taglio, esaltandone la lucentezza, il colore e la bellezza dando vita alla gemma bella a tal punto di “meritare” di essere montata e impreziosita con altri metalli e materiali, trasformandosi in un gioiello.

“Dovete sapere che il potere delle cose naturali è talmente grande che esse non solo lavorano su tutto ciò che hanno vicino, grazie alle loro qualità, ma gli trasmettono anche un potere analogo.”

(Cornelius Agrippa,1500D.C.)

PROCESSO DI CRISTALLIZZAZIONE

Origine

L’origine del termine cristallo deriva dal greco, che significa GHIACCIO, poiché nell’antichità si credeva che il quarzo fosse ghiaccio indurito dal freddo invernale. Perché nasca un cristallo occorrono dei minerali e dei fenomeni energetici (calore, pressione, fusione, fissione) questi agiscono sui primi trasformandoli e facendo assumere loro forme geometriche perfette.

Struttura

I cristalli sono delimitati da combinazioni di facce che formano angoli costanti tra loro in elementi della stessa sostanza. Essi sono formati dall’assemblaggio di miliardi di miliardi di molecole o ioni di una stessa sostanza, che si depositano sulle facce via via che il cristallo si forma. I cristalli hanno una determinata struttura interna dovuta alla distribuzione delle molecole in modo simmetrico, e hanno una loro modalità di crescita secondo 7 sistemi.

  1. cubico
  2. trigonale
  3. tetragonale
  4. esagonale
  5. rombico
  6. monoclino
  7. triclino
    Colore e inclusioni

Durante la crescita possono essere presenti nel cristallo elementi chimici estranei o piccolissime cavità che ne alterano il colore o la struttura. Il colore di ogni singolo cristallo è dato dalla composizione chimica di esso stesso:

  1. Solfato di rame
  2. Zolfo
  3. Solfato di nichel
  4. Ossido di ferro
  5. Emoglobina

FORMAZIONE DEI CRISTALLI

Quasi tutti i cristalli si creano per effetto del continuo sovrapporsi di nuova materia ad una massa cristallina in formazione.

Alcuni cristalli traggono origine dal magma di gas infiammati esistenti all’interno della terra o nei fiumi di lava vulcanica che raggiungono la superficie terrestre.

Questi minerali sono chiamati magmatici o Ignei e si formano man mano che il materiale liquefatto si raffredda e si solidifica.

Alcuni cristalli si formano dai vapori che fuoriescono dalle regioni vulcaniche, tali cristalli presentano notevoli tracce di zolfo.

Altri cristalli si formano da soluzioni acquose o crescono con il contributo di organismi sulla superficie terrestre o in prossimità di essa; tali cristalli sono noti come cristalli sedimentari e si formano attraverso il processo chimico o meccanico di esposizione degli agenti atmosferici

ARIA, ACQUA, VENTO, GHIACCIO.

Infine nuovi minerali si formano mediante la ricristallizzazione di minerali esistenti sottoposti a grande pressione e ad alte temperature negli strati profondi della crosta terrestre.

Nessuno sa quanto tempo occorra ai cristalli per formarsi, qualunque sia il segreto di madre natura, è lei che genera, tiene in incubazione e da vita a una vasta gamma di forme cristalline di rara bellezza.

Classificazione di rocce e cristalli

Ciò che distingue una roccia da un minerale è il fatto di non avere una composizione chimica ben definita.

  La roccia infatti è un aggregato di minerali diversi che possono essere distinguibili più o meno facilmente, ma che conferiscono al corpo una certa eterogeneità.

  A differenza del minerale ad una roccia non è possibile associare una formula chimica univoca.

  A seconda dei processi che hanno portato alla loro formazione, le rocce si possono suddividere in tre gruppi:

  1. IGNEE O MAGMATICHE
  2. SEDIMENTARIE
  3. METAMORFICHE

Ignee o Magmatiche – Intrusive ed Effusive

Le rocce ignee derivano dalla solidificazione del magma, una complessa miscela ad altissima temperatura di sostanze minerali,vapore acqueo,gas provenienti dalla terra.

A seconda della velocità di raffreddamento si ottengono strutture e aspetti differenti che permettono la catalogazione e il riconoscimento dei diversi tipi di roccia.

Le rocce ignee a loro volta si dividono in:

Intrusive, originate quando lentamente il magma liquido si avvicina alla crosta terrestre e si indurisce per raffreddamento.

Il lento raffreddamento lascia il tempo ai minerali di organizzarsi in strutture ordinate,  formando cristalli ben visibili come nel Granito

Effusive, originate dall’espulsione e dal raffreddamento veloce del magma del vulcano verso l’esterno.

Al contrario le rocce effusive presentano un aspetto più uniforme e talvolta vetroso come ad esempio l’Ossidiana 

Sedimentarie

Le rocce sedimentarie derivano dalla deposizione di sostanze minerali provenienti da altre rocce che  hanno subito una precedente degradazione fisica o meccanica.

Il processo che compatta, cementa, ricristallizza i sedimenti è detto: DIAGENESI

Malgrado mostrino un aspetto stratificato,sono caratterizzati da una variabilità di  struttura più ricca rispetto le rocce ignee.

Lo studio di tali rocce risulta interessante per la presenza di fossili, che forniscono informazioni importanti sulla storia della vita sulla terra.

Metamorfiche

Le rocce metamorfiche sono rocce che hanno subito processi di trasformazione meccanica o chimica ad opera delle fortissime pressioni e temperature nei fenomeni geologici, senza passare attraverso una completa fusione dei minerali che la costituiscono.

Tali processi conducono ad una ricristallizzazione, cioè ad un aumento dei cristalli originali o ad una orientazione preferenziale dei minerali per effetto di pressioni orientate.

ESTRAZIONE DEI CRISTALLI

Due sono i principali tipi di giacimenti minerari dove vengono rinvenuti ed estratti i cristalli.

  1. il primo consiste in ricche vene presenti entro le rocce, nelle quali si depositano e si cristallizzano soluzioni cariche di minerali. E’ necessario seguire una vena per grandi profondità nel terreno trivellando e facendo brillare cariche di esplosivo.
  2. il secondo tipo di giacimento è formato dai depositi lungo le spiagge o i letti dei fiumi. Questi depositi alluvionali sono costituiti da frammenti di vene decomposte in cui si possono trovare rarità di cristalli. Il metodo di estrazione più comune consiste nello scuotere sotto l’acqua il setaccio da cristallo per separare la ghiaia, dai cristalli. Una volta compiuta questa separazione i cristalli possono essere facilmente individuati.

Capitolo 1 – Paragrafo 2 

Continuiamo la nostra guida nel cercare di capire come nasce una gemma da un cristallo, come si procede nella fase di taglio e quali sono i criteri da rispettare.


Che cos’è una gemma?

…”Nata come costola della mineralogia, emersa fra le impalcature ordinate della cristallografia, separatosi per la sua unicità dalla mineralogia applicata, la gemmologia è sbocciata come scienza di primordine.

Alcuni hanno detto che una gemma è “un minerale o altro materiale che una volta tagliato e lucidato può essere usato in gioielleria”.

Altri gemmologi hanno detto che una gemma è “una pietra preziosa o semipreziosa che una volta tagliata e lucidata può essere usata come gemma”.

Dopo decine di altre definizioni similari si è iniziato a cercare una definizione andando per gradi

    1. Il primo punto è il materiale di partenza di una gemma, il qualcosa che la natura produce.
    Bisogna solo prendere decisioni corrette che siano in grado di abbracciare tutte le possibilità: perché possiamo ricavare una gemma da un minerale, ma anche da una roccia e anche da un materiale organico.
    1. Secondo punto altrettanto importante è che le gemme non di producono in natura ma hanno necessariamente bisogno del lavoro dell’uomo. Una gemma è bella, ma la bellezza è un qualcosa che non si può esprimere in maniera scientifica.

La gemma è qualcosa che non ha UTILITA’ ma AFFASCINA.

Allora ho capito col tempo una cosa fondamentale per dare una definizione di gemma: è impossibile dare una rigida definizione scientifica, ma bisogna necessariamente fondere scienza con poesia, arte con commercio, praticità con filosofia,altrimenti non arriveremo mai a una definizione corretta.

E’ vero che la gemmologia deriva dalla mineralogia, ma come già detto è sbagliato è sbagliato dire che la gemma è necessariamente un minerale che viene tagliato.

Cosa spinge realmente un tagliatore a creare una gemma?il tagliatore si mette a lavorare se qualcuno compra quello che produce. Non importa che il materiale di partenza sia raro, durabile, bello, trasparente, opaco, prezioso o semiprezioso, o se finisca in un gioiello o in una scatoletta da collezione.

Se qualcuno è disposto a pagare per la lavorazione di un materiale, allora quella gemma verrà creata.

Rimane solo da capire l’utilizzo di una gemma,mi trovo in parte d’accordo con chi scrive”per essere usata in gioielleria”, perché in realtà molte gemme finiscono in collezioni private e non saranno mai montate.

Giunto a questo punto,provo a mettere tutto assieme per vedere cosa è venuto fuori.

COS’E’ UNA GEMMA? Una gemma è un corpo solido naturale, modificato da un essere vivente e commercializzato con la possibilità di essere impiegato in gioielleria”.

Spero questa definizione di gemma vi soddisfi almeno quanto ha soddisfatto me, se invece vi lascia ancora agitati, allora il consiglio è PRENDETE UNA GEMMA! NIENTE PIU’DI UNA GEMMA PUO’ DARVI STABILITA’ PERMANENTE.

Tratto da :Rivista Italiana Di Gemmologia

A cura di: Michele Macrì

 4.1  Il peso di una gemma

Il peso (o massa, secondo le normative U.N.I.) è un elemento indispensabile nella valutazione di una gemma. L’unità di massa utilizzata quasi esclusivamente per le gemme è il carato. Fu adottato nel 1907 dalla IV CGPM (Quatrième Conférence Générale des Poids et Mesures) con il nome di carato metrico (ct). Un carato corrisponde a 1/5 di grammo ovvero a 0,200 gr. Se la pietra è molto piccola si può utilizzare come unità di misura la centesima parte del carato denominata commercialmente “punto” (1ct=100punti, ad esempio 0,20ct=20 punti). La caratura può essere differente di pietra in pietra.

4.2   Purezza o limpidezza

Le pietre preziose si presentano per loro natura con dei segni distintivi, che possono essere superficiali o interni; in quest’ultimo caso vengono definiti inclusioni.
La purezza è un indice qualitativo delle pietre preziose che permette di valutare una gemma proprio sulla base del numero di questi segni superficiali ed inclusioni: tanto più una gemma è pura, tanto più risulta “pulita”.

I segni di superficie sono sempre confinati sull’esterno e possono essere dovuti alla gestione della pietra oppure essere direttamente imputabili alla sua durezza e fragilità. 

Le cosiddette inclusioni invece si trovano completamente all’interno della gemma, oppure possono diramarsi verso l’esterno fino a raggiungere la stessa superficie.
Le inclusioni si formano durante il processo di cristallizzazione e, di per sé, non fanno necessariamente diminuire il valore o la bellezza delle pietre preziose. 
E’ vero che solitamente maggiore è la purezza più alto è il valore della gemma, soprattutto se si tratta di diamanti, ma in alcuni casi le inclusioni possono rendere le pietre preziose anche più belle e più pregiate, a patto che non vadano ad interferire con la durevolezza.

4.3    Origine geografica

L’origine è sicuramente un attributo interessante che aumenta l’attrattiva di una gemma, ma che non dovrebbe mai rappresentare la sola caratteristica in grado di rendere una pietra preziosa desiderabile.

Alcune zone di provenienza godono di particolare notorietà per motivi diversi e aggiungono valore alla pietra, ad esempio: gli smeraldi colombiani di Muzo, in via di esaurimento,sono considerati più pregiati di quelli brasiliani; sebbene attualmente anche in Thailandia o Sri Lanka si estraggono rubini di pari qualità a quelli birmani, questi ultimi continuano ad essere considerati di maggiore qualità.

Lo zaffiro del kashmir, anche se non più estratto causa esaurimento miniere, comanda i prezzi degli zaffiri blu.

Gemme con una tradizione e una storia particolare sono spesso legate al loro luogo estrattivo, che a volte diventa sinonimo di ricercatezza e particolarità.

5 L’ARTE DI MODELLARE I CRISTALLI E LE PIETRE

Alcune specie di cristalli vengono ulteriormente tagliate, sagomate e lucidate da artigiani specializzati nel conferire al cristallo o alla pietra il più alto livello di qualità, lucentezza e colore.

La maggior parte delle gemme trasparenti vengono sfaccettate tagliando le pietre a differenti angolature per migliorarne e intensificarne le proprietà fisiche e ottiche.

Ogni sfaccettatura rende la pietra atta a catturare più luce, la quale verrà riflessa al suo interno e evidenzierà la profondità e il colore originari della pietra.

I tagliatori di gemme possono scegliere fra due stili diversi e forme geometriche

  • GEMME SFACCETTATE: gemme con forme geometriche e superfici piatte lucidate, oggi le gemme sfaccettate corrispondono allo stile più diffuso
  • GEMME NON SFACCETTATE: gemme che non hanno forma geometrica o superfici piatte lucide.

Il taglio di una gemma influisce direttamente sul suo valore complessivo, è proprio esso a determinare il modo in cui una gemma restituisce all’occhio il proprio colore.

Il tagliatore si deve destreggiare fra bellezza e considerazioni di ordine commerciale: conservazione del peso in carati, ricercare il giusto compromesso fra aspetto e dimensioni di una gemma finita.

Le varie fasi del taglio di una gemma sono la sezionatura (detta a volte impropriamente taglio), la sbozzatura, la sfaccettatura e la politura. Nella prima fase la gemma grezza viene tagliata a fette mediante una sega circolare a polvere di diamante; i frammenti così ottenuti vengono sbozzati mediante una mola verticale al carburo di silicio. Poi sopra i lapidelli (dischi rotanti orizzontali operati a mano), il tagliatore procede a dare alla gemma una sfaccettatura e una forma rifinita.

L’ultima fase, la politura, eseguita su piastre rotanti a pasta di diamante, le conferirà la sua massima lucentezza e splendore.

Il taglio non è solo la forma della gemma, esso implica anche le diverse tecniche per portare la gemma stessa dallo stato grezzo alla forma finita.

La forma di una gemma ne influenzerà l’aspetto complessivo, ma se sfaccettata in modo appropriato ne influenzerà il valore.

Una volta stabilita la preferenza in termini di forme occorre ricordare:

  • COLORE OMOGENEO, uniforme, senza aree diversificate.
  • EQUILIBRIO, SIMMETRIA, PROPORZIONE: alcune gemme dal taglio “fancy”sono tagliate

in modo asimmetrico(non è una regola) un taglio “fancy” può essere una variante di un taglio classico, diretto a creare l’illusione di maggior grandezza o perfezione.

  • ALTEZZA DELLA CORONA E PROFONDITA’ DEL PADIGLIONE: di solito la proporzione della corona varia tra la metà e un terzo della profondità del padiglione.
  • LUCENTEZZA: La lucentezza è una proprietà naturaledipendente dalla struttura atomica, ma, nel caso di gemme sfaccettate, dipende essenzialmente dal processo di lucidatura. 
  • PUREZZA:( quantità e distribuzione delle inclusioni) le inclusioni sono più o meno accettabili a seconda della gemma.
  • BUONA POLITURA: (operazione di rifinitura che si concreta nel conferimento di una certa levigatezza oppure di una certa perfezione stilistica)senza scalfitture o graffi.
  • ESTENSIONE DEL PADIGLIONE E CIRCONFERENZA DELLA CORONA
  • AFFILATURA DELLE GIUNTURE FRA LE FACCETTE

Un artista esperto è capace di prendere una pietra grezza, non attraente e trasformarla in un gioiello prezioso che può riflettere grandi quantità di luce e di energia terapeutica, contribuendo al processo di crescita tanto della pietra quanto delle persone che la usano.