Capitolo 4 – I solfuri, i fosfati e le sostanze organiche

Capitolo 4 – Paragrafo 1

“Ti porto uno scrigno di splendidi gioielli.
Essi furono raccolti dall’oceano,dalla terra e dall’aria;tra le tue braccia d’oro forse non possono brillare.
Ma conservali tutti per il tuo tempio spirituale.
Sono gemme dell’inesauribile miniera del pensiero,che io con pazienza e abilità lavorai per renderli splendidi..”
Miss H.J.Woodman

I Solfuri sono composti chimici in cui lo zolfo è combinato con elementi metallici e semimetallici. Molti solfuri sono importanti economicamente per l’estrazione dei metalli. I solfuri più comuni sono la calcopirite (solfuro di rame e ferro) e la galena (solfuro di piombo).
Molti solfuri hanno lucentezza metallica, sono teneri e con elevato peso specifico. Alcuni hanno lucentezza non metallica o sono più duri. Cristalli ben formati e con elevato grado di simmetria costituiscono la regola.

samuele bisi pirite

PIRITE
La Pirite si forma in quasi ogni tipo di ambiente, la maggior quantità si origina in rocce sedimentarie metamorfiche, dove si forma per deposito fuori del contatto dell’aria.
La formazione idrotermale ( ultima fase post- eruttiva, quella in cui il vapore d’acqua, condensandosi, da origine a soluzioni calde ricche di sale, che operano trasformandosi sul magma già consolidato e sulle rocce incassanti.
Raffreddandosi tali soluzioni determinano poi con la deposizioni di Sali, la particolare formazione di giacimenti minerari) è quella che fornisce le più belle cristallizzazioni.
La formazione sedimentaria fornisce masse microcristalline.
Il suo nome deriva dal greco Pyr(fuoco) perché produce scintille quando la si percuote, nel Medioevo veniva confusa con l’oro ed era quindi chiamata “oro degli sciocchi”.

COLORE: Giallo ottone con riflessi grigi al Giallo oro.

PROVENIENZA: Spagna, Giappone, Grecia, Svezia, Stati Uniti, Italia.

Si riconosce facilmente grazie ad abito, durezza, striscio e lucentezza; a causa del fatto che la pirite si ossida molto facilmente occorre fare molta attenzione ai campioni di pirite nelle collezioni poiché decomponendosi libera acido solforico che può attaccare tutto ciò che li circonda.

Capitolo 4 – Paragrafo 2

A volte, se guardi attentamente le gemme riesci a capire madre terra.

FOSFATI

Il gruppo dei fosfati include minerali con l’unità tetraedrica AO4 dove A può essere fosforo, antimonio, arsenico o vanadio.
Nei fosfati l’atomo di fosforo è circondato da quattro atomi di ossigeno distribuiti ai vertici di un tetraedro regolare.
Al gruppo dei fosfati appartiene il Turchese splendida gemma dai toni azzurro-verde,ma scopriamola meglio.

TURCHESE

Minerale di genesi secondaria e si forma in seguito alla circolazione di soluzioni mineralizzanti all’interno di rocce sedimentarie, soprattutto arenarie o vulcaniche, generalmente molto fratturate.

Sempre opaca o appena traslucida ai bordi, questa minerale può mostrare un colore azzurro uniforme – si tratta allora del tipo più pregiato – o venature dendritiche brune o nere di limonite. Rarissimo in cristalli trasparenti, si trova sempre in noduli o masse microcristalline reniformi, oppure in sottili venature all’interno delle rocca incassanti.
Usato sin dall’antichità come pietra preziosa ed ornamentale,grande importanza presso la civiltà Egizia.

COLORE: Azzurro- Verde

PROVENIENZA: Iran( Nishapur) località con maggior numero di estrazioni, Kazakistan, Uzbechistan,Nevada,New Mexico, Arizona.

La sua porosità causa facili alterazioni al colore originario: per questo motivo talvolta si effettuano trattamenti di impregnazione a scopo protettivo.

Capitolo 4 – Paragrafo 3

E’come erba molle che nasce non sulla terra ma nel mare, la cui salsedine fa marcire la pianticella; quindi le foglie si staccano e la spuma del mare la porta a riva.
L’aria la indurisce e chi la tocca direbbe che è pietra ciò che poco prima era erba.

Il nostro viaggio alla scoperte di alcune delle più belle e affascinanti gemme è giunto al termine, ma non potevamo non ultimare il nostro appuntamento parlandovi del gruppo delle sostanze organiche:

  • AMBRA
  • CORALLO
  • PERLA

SOSTANZE ORGANICHE:

Questa classe comprende le sostanze minerali derivate da organismi vissuti in epoche geologiche passate e giunte fino a noi grazie alla loro particolare natura, come nel caso dell’ ambra, o alla sostituzione, molecola per molecola, del materiale organico con minerali veri e propri, come nel legno silicizzato. Questa categoria così definita, dovrebbe includere moltissimi materiali (anche il carbon fossile ), ma in genere la sistematica mineralogica prende in considerazione solo quelli di uso gemmologico o decorativo.


AMBRA

L’ambra è una resina originata dalle secrezioni di piante appartenenti a specie ormai estinte, che ha subito un processo di fossilizzazione.
Si tratta quindi di un materiale di origine e composizione organica.
Le prime tracce di piante produttrici di resina si hanno nel Mesozoico circa 250 milioni anni fa. La resina, una volta depositata al suolo, inizia a fossilizzarsi attraverso un processo di polimerizzazione, che consiste nell’unione di piccole molecole, chiamate monomeri in un’unica “macromolecola” detta appunto polimero. Questo processo conferisce alla resina caratteristiche fisiche e chimiche ben diverse dalla resina originaria. La resina semifossile, che non ha quindi raggiunto la completa polimerizzazione, viene indicata col nome di Copale. Da studi approfonditi è stato accertato che la completa fossilizzazione della sostanza si ha dopo almeno 5 milioni di anni.
Il nome Ambra deriva dall’arabo Anbar che stava ad indicare una sostanza cerosa.
Secondo la mitologia, quando Fetonte figlio di Helios (il Sole) fu ucciso le sue sorelle in lutto divennero pioppi e le loro lacrime divennero l’origine di élektron, l’ambra. Secondo antiche leggende vichinghe, invece, l’ambra sarebbe derivata dalle lacrime degli uccelli marini.

COLORE: Ambra opaca di colore Giallo pallido , Giallo intenso, Giallo bruno, Rosso bruno, Nero. L’Ambra trasparente, invece, Giallo pallido al Giallo bruno, dal Bruno arancio al Bruno rossastro fino a Rosso intenso.

PROVENIENZA: Baltico, Russia, Messico, Birmania, Germania, Romania, Italia.

CORALLO

Questo organismo marino si aggrega in colonie, le quali producono uno scheletro esterno collettivo che serve loro da protezione. I coralli, che prosperano nei mari caldi, chiari e tranquilli, a una profondità variabile tra i 3 e i 500 m, crescono in grandi anelli circolari (chiamati “atolli”) nelle acque dei mari tropicali, mentre nei mari meno caldi, soprattutto nel Mediterraneo, si stabiliscono fra le rocce.

Le colonie di corallo si sviluppano in molteplici forme, tra le quali la struttura arborescente, con la forma di un cespuglio senza foglie, è la più comune.
La maggior parte dei coralli è bianca, ma molti hanno colori diversi, dal verde al marrone, dal rosa al rosso. Gli esemplari neri sono rarissimi.
Secondo Ovidio il corallo rosso nacque dal sangue di una delle Gorgoni, Medusa, quando Perseo la decapitò.

COLORE: Rosa, Rosso, Arancio, Bianco.

PROVENIENZA: Cina, Polinesia,Italia.

Nel mediterraneo, qualche colonia di corallo rosso di notevole qualità sopravvive vicino alle coste francesi e nel nord della Catalogna, lungo la Costa Brava. Questa specie animale è protetta dalla legge, che ne proibisce la pesca e la vendita; solo così si è potuto ovviare agli errori commessi nel passato a discapito di alcune specie di coralli stupendi come il corallo “Sardegna” e “Sciacca”, divenuti ormai rarissimi.

PERLA

Le perle sono gemme organiche derivanti da organismi viventi animali.
Il mollusco in seguito all’ingresso di un eventuale corpo estraneo al suo interno, innesca un processo irritativo con una conseguente produzione di una concrezione carbonica, che andrà ad inglobare l’intruso rivestendolo di vari strati sovrapposti fino al completo isolamento e formazione di una perla.
L’evento iniziale può essere naturale o indotto, se è di tipo naturale potremo classificare il corpo estraneo come “Perla di tipo naturale”, se è di tipo indotto si potrà classificare come “Perla Coltivata”.
Le perle furono le prime gemme conosciute dall’uomo.
Il termine perla non è stato rinvenuto nei testi antichi. I romani per indicare le perle utilizzavano il termine “margaritae”, ma agli esemplari più belli riservavano la parola “uniones” che indicava l’unicità di tale gemma. Il termine “perula” compare soltanto nel Medioevo e si riferisce alla tipica forma a pera di gran parte delle perle naturali.

COLORE: Bianco, Champagne, Grigio, Rosa, Marrone, Nero.

PROVENIENZA: Mari del sud della Florida,Mari a sud est della Cina, Mar Rosso, Golfo Persico, Australia , Indonesia, Filippine, Tahiti.

La superficie della perla mostra il risultato della particolare struttura di crescita dei vari strati di perlagione embriciati fra loro; tale struttura appare come un insieme di sottili linee ad andamento ondulato, irregolari, più o meno ravvicinate fra loro.
In base alla loro formazione abbiamo le seguenti Perle:


NATURALI:

Perla Melo

Perla del Mar Rosso

COLTIVATE:

Perla Australiana


Perla di acqua dolce


Perla Tahitiana


Perla Scaramazza