I metalli utilizzati in gioielleria: l’argento

Argento, significato: Pulizia, ricchezza, castità ed eloquio illuminato.

Plinio afferma che la moda dell’argenteria cesellata fu introdotta a Roma in seguito alle vittorie asiatiche, dando origine a una passione che avrebbe portato le officine romane a una competizione sfrenata per distinguersi e imporre il proprio stile nelle case dei maggiorenti.

Segnale di pulizia e nitore, grazie al suo aspetto splendente l’argento del vasellame contribuiva all’eleganza della tavola insieme al candore di tovaglie e tovaglioli.

Impiegato fin dall’antichità anche per la monetazione, l’argento fa parte del vocabolario mistico degli esegeti biblici, presso i quali esso rappresenta l’eloquio spirituale e soprattutto, con il suo splendore e il suono argentino, la nitidezza e la sonorità dell’eloquenza divina.

L’argento rappresenta i martiri e la vita dei santi predicatori e di essi la purezza e la castità.

Assai apprezzato nel Rinascimento, si riversa sull’Europa l’argento del Nuovo Mondo trasportato dalle flotte spagnole, ma il vero secolo d’oro dell’argenteria è il Seicento, quando con la scenografia barocca oggetti voluminosi e splendenti vanno ad arricchire i teatrali banchetti della reggia.

Nel codice degli emblemi di Picinelli tale metallo simboleggia l’anima, poiché non vi è anima cosi candida e pura che in ozio non si offuschi come l’argento.

Metallo candido e sonoro, è simbolo dell’oratore illuminato dai contenuti evangelici, ma anche della donna che all’apparenza sembra candida e spirituale ma che a volta conosciuta rivela una natura venale e ipocrita lasciando contaminato chi le si avvicina.